La moto più venduta del primo trimestre 2016 si conferma completa e facile da guidare.

di Patrizio Cacciari

Finalmente ho portato la nuova Honda CRF 1000 L Africa Twin. La mia prova su strada si è svolta in occasione del Marathon Village creato al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma, per la 22esima edizione della Maratona di Roma. Sul piazzale antistante, Honda aveva allestito un gazebo con la possibilità di provare tutti i modelli della casa giapponese. Bisogna ammettere che iniziative come queste fanno la differenza anche nelle vendite, tant’è che l’Africa si conferma la moto più venduta nel primo trimestre 2016.

 

Prime impressioni: la posizione di guida
Ammetto subito che l’Africa Twin è una moto molto bella. Azzeccate le colorazioni, dalla Hrc (la mia preferita) fino alle più sobrie nere e grigie, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Dopo un primo contatto visivo, emerge subito anche la qualità componentistica di Honda. Plastiche ben assemblate, tutti i fili al posto giusto, anche se non stiamo parlando di materiali di altissima qualità. Il giusto insomma. Non mi piacciono molto le selle colorate, che con il tempo potrebbero scolorirsi o comunque sporcarsi, la rossa in particolare. La seduta è molto comoda, il serbatoio stretto permette di avere le gambe piuttosto chiuse. Sono alto 1,88 ma toccavo con entrambi i piedi ben piantati. Il manubrio è molto largo, caratteristica ideale soprattutto per la guida in piedi.

 

prova africa twin

 

Motore: regolare in tutte le marce
Ho scelto il modello senza DCT perché volevo testare il cambio meccanico e la sua morbidezza. Niente da dire sulla guidabilità delle Honda. L’Africa si porta bene fin dal primo istante. Le marce entrano in modo dolce e fluido, l’acceleratore è preciso. Non stiamo parlando di un motore cattivo. La coppia è quella che serve per la città e per l’eventuale fuori strada. Regolare e fluido l’andamento generale, senza vibrazioni. Le sospensioni probabilmente erano regolate per un assetto troppo adventure. Per una guida su strada andrebbero leggermente indurite. Non ho avuto modo di tirarla perché il percorso era obbligato, ma la potenza del bicilindrico, anche se fronte marcia, si avverte. Certo, nulla a che vedere per esempio con un bicilindrico Ktm o Ducati, ma l’Africa Twin secondo me nasce con un’altra filosofia: semplice, elastica e fruibile. Una moto per tutti. Ma forse non per me, che il 21′ anteriore proprio non lo digerisco.