L’associazione che fa capo alla Polizia stradale propone un inasprimento significativo delle sanzioni

di Patrizio Cacciari

Delle denuncia dellAsaps non mi colpisce tanto la richiesta di un inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso alla guida e contemporaneamente intento a scrivere sms sul telefonino, ma la drastica ammissione che l’Italia non è più in grado, come Paese, di tenere sotto controllo il numero, e le relative cause, degli incidenti stradali. In tal senso, l’associazione che fa capo alla Polizia stradale  è piuttosto chiara nel suo comunicato: “Ma quanti sono gli incidenti causati da questo utilizzo scriteriato del telefonino mentre si è al volante? E’ impossibile saperlo, in particolare in un Paese che dal 2009 non riesce più a monitorare neppure gli incidenti causati da alcol e droga alla guida. Altri paesi hanno ben quantificato la condizione di crescente rischio (oltre 3.000 morti l’anno negli USA)”.

 

NUMERI PREOCCUPANTI
La percentuale di chi usa il cellulare alla guida in maniera impropria era del 12,4% alla fine del 2013. Numeri inevitabilmente peggiorati negli ultimi anni a causa della diffusione degli smartphone. Secondo uno studio dell’associazione, la conversazione telefonica durante la guida abbassa l’attenzione in percentuali elevate, se poi si maneggia lo smartphone per la messaggistica se ne vanno mediamente 10 secondi, come dire che a 100 km/h si percorrono al buio 280 metri (due campi e mezzo di calcio). Pensate, sottolinea sempre l’Asaps, che a 50 km/h i metri sono 140. Distanza enorme per un centro abitato. Le sanzioni previste per chi viola l’art. 173 non sembrano efficaci: euro 161 e decurtazione di 5 punti a cui si aggiunge (pochi lo sanno) la sospensione della patente da 1 a 3 mesi qualora lo stesso conducente compia una violazione nel corso di un biennio. Pensate che durante il periodo estivo  negli incidenti del fine settimana la percentuale delle fuori uscite per sbandamento sfiora il 40%, probabilmente per distrazioni da uso di cellulare.

 

CHE FARE?
L’Asaps propone il ritiro della patente con sospensione da 1 a 3 mesi alla prima violazione e il sequestro ai fini del temporaneo “fermo amministrativo” del cellulare per un mese, una misura che potrebbe essere  veramente dissuasiva. Sullo stesso tema, molto interessante la proposta dell’Avvocato Gianmarco Cesari, legale dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada, da sempre in prima linea sul delicato tema della sicurezza stradale. Cesari propone per il contrasto alla distrazione da chat alla guida “di vietare e sanzionare la disponibilità da parte del conducente alla guida dello smartphone nella parte anteriore dell’abitacolo dell’auto se non chiuso nel vano cruscotto o dentro una borsa nel sedile posteriore, in modo da poter effettuare e ricevere telefonate ma di impedire la lettura dei messaggi e la risposta alla guida”. In un Paese che manca di cultura stradale, l’unico modo per responsabilizzare i cittadini è la sanzione. Ben venga se utile a salvare qualche vita umana. Nella stessa ottica mi aspetto anche una collaborazione da parte di case produttrici sia di auto che di smartphone. Nulla vieta di sfruttare la tecnologia per favorire la sicurezza di chi si mette al volante.