Nell’immaginario collettivo la moto è ancora vista come un mezzo da corsa tutto carenato che si guida con il corpo piegato in avanti a 200 km/h

di Patrizio Cacciari

Nell’immaginario collettivo la moto è ancora vista come un mezzo da corsa tutto carenato che si guida con il corpo piegato in avanti a 200 km/h. Da qualche anno i dati dicono che non è più così. La diffusione delle moto sportive ha registrato un vero e proprio crollo. Pensate che le unità vendute nel 2013 sono state solo 4.459, il 20,4% in meno rispetto al 2012. Per darvi un dato comparativo, le moto più vendute nel 2013 sono state le enduro stradali con 17.499 unità. Parliamo di quattro volte tanto.

 

Come è possibile che siano così cambiate le abitudini dei motociclisti? Certamente la fruibilità delle nuove maxi enduro, ottime sia per la città che per i grandi viaggi, è stata un bel colpo. Un elemeno da escludere invece sono i costi di listino: pensate che una Yamaha R1 costa molto meno di una Bmw R 1200 GS (diverso il discorso per la manutenzione).

 

La sportiva più venduta in Italia nel 2013 è stata la Honda Cbr 600 F (403 unità), in classifica solo al 32esimo posto. Poi al 39esimo c’è la Ducati 1199 Panigale (335 unità) e al 68esimo la Bmw con la S 1000 RR (208 unità). Non c’è traccia di tutte le altre sportive (da almeno 600 cc) nei primi 93 posti. Incredibile. Ma quantro c’entrano le case produttrici in tutto questo? Le strategie di marketing influenzano parecchio il mercato. Prendete le quattro sorelle del Sol Levante (Yamaha, Honda, Suzuki e Kawasaki) e i loro modelli supersport. L’ultimo progetto nuovo è quello della R1 del 2008, per il resto Cbr 1000 RR, Gsx R 1000 e Kawasaki Zx R 1000 Ninja si sono semplicemente aggiornate negli anni senza proporre altro.

 

Scelte diverse invece per le case europee. Prendete Bmw o Ducati o Aprilia. Entrambe hanno presentato nuovi progetti che hanno debuttato – e in alcuni casi anche vinto – nella Superbike, il mondiale delle derivate di serie.

 

Cos’è allora che stabilisce le tendenze del mercato? Le abitudini di guida dei motociclisti o le strategie aziendali delle case? Osservo nell’ultimo periodo la nascita di due nuove tipologie di moto: motorizzazioni 750-800 cc. per modelli a metà tra naked e motard (vedi Yamaha MT o le Honda della serie NC) e i nuovi mostri come Ktm 1290 Superduke R, Kawasaki Z1000, Bmw S 1000 R o anche concept come Ducati Diavel. Se le prime sono moto interessanti per fruibilità e prezzo, le secondo non rientrano certamente in una fascia appetibile. Ma i gusti dei motociclisti italiani sono particolari: basta pensare che la moto più cara sul mercato, ovvero la Bmw R 1200 GS, è da anni la regina incontrastata del mercato.