Il vicedirettore di Anas denuncia un preoccupante fenomeno in crescita e studia soluzioni alternative

di Patrizio Cacciari

Il Grande Raccordo Anulare al buio, un problema di sicurezza per tutti i motociclisti di Roma e non solo. C’eravamo accorti di questa grave anomalia già qualche mese fa (qui trovate la prima denuncia di ExtraMoto), e l’inchiesta pubblicata a settembre dal mensile Quattroruote non ha che confermato la vicenda: il 57% del Grande Raccordo Anulare è al buio. Il motivo? Lo abbiamo chiesto all’Anas, che a Roma gestisce il GRA, la Roma Fiumicino e le vie consolari nei tratti extraurbani verso gli ingressi autostradali.

 

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La carreggiata interna del Gra al buio all’altezza dell’uscita 28

 

 

A spiegarci l’anomalia è stato il Vicedirettore di Anas, l’Ingegner Roberto Mastrangelo: “In questi ultimi mesi, l’Anas, come altri gestori, è stata oggetto di una serie di furti di cavi in rame, che sono quelli che alimentano gli impianti di illuminazione e di areazione delle gallerie. Purtroppo rubare i cavi di rame è relativamente semplice perché gli impianti sono accessibili e ispezionabili per favorire la  manutenzione. Questa visibilità li rende facile bottino per i malintenzionati. Ma non è solo questo aspetto con cui dobbiamo fare i conti. Il rame è un materiale ben pagato al mercato nero perché non è tracciabile, per questo favorisce cospicui guadagni”.

 

Nonostante la situazione appaia di difficile soluzione, qualcosa si sta facendo “Per Anas  – continua Mastrangelo – questi ripetuti furti sono un danno grave sia di gestione che economico. Negli ultimi mesi abbiamo ripristinato illuminazione e areazione nelle gallerie Cassia, Trionfale e Veio e sono in corso progetti per il ripristino degli impianti. L’obiettivo è modificare la posizione dei cavidotti e installare strumenti di videosorveglianza. Un’altra idea presa in considerazione è quella di utilizzare conduttori di elettricità diversi dal rame, meno preziosi”.

 

Insomma, l’Anas ha ben presente il problema. Quello che lascia basiti è il totale silenzio della politica su una problematica che riguarda ogni giorno migliaia di cittadini, sia motociclisti che automobilisti. Possibile che nessuno chieda conto di questa insostenibile situazione? Noi continueremo a monitorare la situazione che riguarda, lo ricordiamo, un tratto di Raccordo di oltre 30 km, più gran parte della Roma-Fiumicino e diverse strade consolari.