A soli 70 km da Roma. Emozionanti le curve in mezzo alla natura e agli animali

di Patrizio Cacciari

A distanza di qualche giorno vi racconto della bella uscita di venerdì 25 aprile insieme alla mia zavorrina. Sono partito piuttosto tardi, ma la giornata era troppo invitante. Vista l’ora scelgo un itinerario breve, che poi è anche uno dei miei preferiti, Tolfa. I monti della Tolfa, nei pressi di Civitavecchia, sono una delle mete preferite dai motociclisti. Strade ben curate e poco trafficate, paesaggi meravigliosi, cibo genuino e a buon mercato.

 

Di solito scelgo sempre di salire da Manziana. Quindi Via Trionfale fino all’incrocio con la Cassia, poi Braccianense e infine la strada tutta curve in mezzo ai prati che sale fino al mese. Pensate che questa fu anche la mia vera prima uscita ufficiale con la mia vecchia Suzuki GSF 650 N Bandit, la mia storica Banditina. La distanza non è molta: 77 km, partendo da Roma Ovest (uscita Trionfale del GRA) e siete già arrivati. Ma gli ultimi 15 km sono qualcosa di unico: curve a destra e a sinistra piene di saliscendi. Tracciato impegnativo ma non pericoloso. Il panorama, man mano che si sale, è incantevole. L’aria buona, i colori sono quelli della natura più selvaggia. Ed è pieno di animali, tra cui somari (ad Allumiere l’estate c’è il Palio dei Somarelli) e cavalli (a Tolfa c’è la corsa dei Butteri).

 

L’unica accortezza riguarda gli altri bikers che si incontrano lungo la strada. Diciamo che i fratelli bikers paesani si fanno un po’ prendere la mano dalle curve, magari rischiate di ritrovarvene qualcuno spostato un po’ troppo nella vostra corsia. Cosa che tuttavia non è accaduta giovedì scorso. Una volta arrivati su Tolfa evito di fermarmi per il solito caffè di rito sulla piazza,dove di solito si incontrano altri motociclisti, e mi dirigo da Serafino, la mia trattoria di fiducia che si trova a La Bianca, una frazione di Allumiere, paese subito dopo Tolfa.

 

Dopo il meraviglioso pranzo a base di pasta all’uovo fatta in casa, sugo ai funghi porcini e carne alla brace (abbacchio e salsicce) e una favolosa macedonia di fragole zucchero e limone, ci rimettiamo in moto in direzione Civitavecchia. In pratica si scende dal’altra parte rispetto a dive si è saliti e ci sono due alternative: o direttamente verso Santa Severa, oppure a Civitavecchia. Nel primo caso la strada è più ricca di curve, ma dopo pranzo non è il massimo perché tutta in discesa. E poi io adoro farmi tutto il lungomare in moto dall’inizio di Santa Marinella, quindi ho scelto la seconda opzione.

 

C’è un bar molto bello lungo la strada con una meravigliosa terrazza dove fermarsi a prendere un po’ di sole e a fare due passi. Il nostro programma però era quello di fermarci a Santa Severa, al Castello, che proprio in quei giorni era aperto per le visite. Parcheggiata Grey negli spazi dedicati, ci siamo abbandonati sulla spiaggia e rilassati fino al tramonto. Poi di nuovo in moto fino a Roma, gelato all’angolo del gelato di Via Trionfale e a casa. il computer di bordo della mia KTM 1190 Adventure segnava alla fine della giornata 155 km con circa 16,7 km/l. Ovviamente da ripetere appena possibile. Lamps!