I motociclisti romani li avranno già riconosciuti. I maledetti sanpietrini di Roma, acerrimi nemici di chi si muove sulle due ruote per la Capitale. L’ultima vittima in ordine temporale è un mio amico, che poco
Leggi tutto

di admin

I motociclisti romani li avranno già riconosciuti. I maledetti sanpietrini di Roma, acerrimi nemici di chi si muove sulle due ruote per la Capitale. L’ultima vittima in ordine temporale è un mio amico, che poco fa mi ha raccontato di essere scivolato a causa della pioggia. Io credo di non aver mai visto strade peggiori di quelle romane. E di città ne ho girate diverse. Anche L’Avana ha un manto stradale migliore se paragonato al nostro. Tutti i giorni dobbiamo fare i conti con le buche, i saliscendi e l’asfalto spaccato tipici delle strade di periferia, il terriccio e il brecciolino sui lati delle vie consolari, le rotaie dei tram nel quartiere Flaminio, i pericolosissimi spartitraffico di Corso Vittorio Emanuele, distrutti, sporchi e invisibili, le foglie degli alberi sul Lungotevere, il guano degli storni in Viale delle Milizie, i guard rail assassini del Grande Raccordo Anulare. E come se non bastasse, in alcuni quartieri centrali come Prati ci sono loro, i maledetti sanpietrini. Dismessi, irregolari, pericolosissimi quando piove. Possibile che nel 2013 ancora siano presenti su alcune strade? Peggiore della qualità pessima dell’asfalto delle nostre strade ci sono loro, che a differenza del primo, non filtrano le perdite di olio e nafta, permettendo così la formazione di una patina oleosa che unita all’umidità diventa una trappola mortale. Strade sicure? Limiti di velocità? Cominciamo dal fondo.