I dati dell’Aci dicono che stiamo andando nella giusta direzione, anche se ancora lentamente.

di Patrizio Cacciari

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dai dati diffusi dall’Aci sulla sicurezza stradale. Rispetto agli anni precedenti, l’Italia sta migliorando anche se in maniera più blanda rispetto al passato. Nel 2014 si sono verificati 174.400 incidenti con lesioni a persone, che hanno provocato 3.330 morti e 248.200 feriti, con un calo rispetto al 2013 del 3,77% dei sinistri, dell’1,62% delle vittime e del 3,58% dei feriti. I dati sono contenuti nella stima preliminare ACI-ISTAT. Le statistiche ufficiali verranno presentate entro la fine dell’anno.

 

Il maggiore contributo arriva dalle autostrade, che fanno registrare -11,5% morti rispetto all’anno precedente. Diminuzione più contenuta, invece, sulle strade urbane (-1,0% decessi) ed extraurbane (-0,3%). Ecco dunque dove si deve fare di più. In particolare sulle strade consolari delle grandi città lo stato di manutenzione è ai minimi storici. L’Italia tuttavia non sfigura in ambito europeo, dove sono addirittura 12 gli Stati con la mortalità in aumento, tra cui Francia, Irlanda, Germania, Regno Unito e Svezia. Rispetto all’obiettivo europeo di dimezzare il numero dei morti per incidente nel decennio 2011-2020, nei primi quattro anni l’Italia fa segnare -19,1%, meglio della media UE (-18,2%).

 

Quello che manca ancora, a mio avviso, è una consapevolezza degli automobilisti e dei motociclisti, che verrà raggiunta solo nel momento in cui si comincerà a parlare di educazione stradale nelle scuole e non solo negli spot pubblicitari, e quando finalmente assisteremo a un inasprimento delle pene. Credo che l’introduzione del reato di omicidio stradale sia più utile di una politica vessatoria, fatta di velox e multe senza controllo. Poi c’è tutto un altro discorso da fare anche sulla ricerca e sviluppo delle case produttrici in termini di sicurezza dei mezzi e sul ruolo di controllo che dovrebbero avere Pra e Motorizzazione. Mi chiedo infatti come sia possibile che in Italia ci siano casi di persone nullatenenti con decine di macchine intestate. Decine di intestazioni che si traducono in auto senza bollo, senza revisione e nella maggior parte senza assicurazione, libere di girare per le nostre strade.