Lo stile di guida al volante mette a rischio le categorie più deboli come motociclisti e scooteristi

di Patrizio Cacciari

Rischiare la vita sulle due ruote spesso può non dipendere da noi. Lo stile di guida di chi si mette al volante è fondamentale per l’abbassamento del numero degli incidenti, soprattutto in una città dal traffico impazzito come Roma. Sono passati quasi 30 anni dall’istituzione dell’obbligo delle cinture di sicurezza, ma a Roma il 22% dei conducenti ancora non le allaccia. La percentuale di non utilizzo sale al 26% tra i passeggeri anteriori e sfiora l’80% sul sedile posteriore. Per i bambini in auto è emergenza sociale: il 57% viaggia senza i sistemi di ritenuta previsti dal Codice della Strada. Preoccupa il dilagare di un uso scorretto dello smartphone alla guida. Il casco è adoperato ormai dal 99,8% dei motociclisti. I dati, tutt’altro che rassicuranti, emergono dal monitoraggio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo, presentato da Automobile Club Roma e Direzione Compartimentale Centro Sud ACI. Lo studio raccoglie i risultati dell’osservazione di 66.000 veicoli in 9 punti nevralgici della rete viaria della Capitale: corso Francia, via Prenestina, via Ostiense, Lungotevere de’ Cenci e Lungotevere Raffaello Sanzio, via Luisa di Savoia, via Aurelia, via Tuscolana e via Nomentana.

#Guardalastrada e #Mollastotelefono

La rilevazione contestuale del 6% dei comportamenti scorretti relativi all’uso di smartphone al volante identifica un’emergenza sociale da contrastare soprattutto sul piano formativo: le recenti campagne dell’ACI lanciate sui social con gli hastag #guardalastrada e #mollastotelefono, riprese dalla Federazione Internazionale dell’Automobile con #parkyourphone, hanno già raggiunto milioni di persone, ma occorre insistere per fare breccia nelle abitudini degli utenti della strada. La Fondazione punta anche alla sostenibilità ambientale, misurando in appena 1,37 persone per autovettura il coefficiente di riempimento dei veicoli circolanti a Roma. Il 71% delle auto viaggia con il solo conducente e nel 94% dei casi osservati nessuno occupa i sedili posteriori.